Ponte del diavolo: tra leggenda e realtà
Tra Lucca e la Garfagnana, mito o storia?

C’è un ponte, in Toscana, sospeso tra mito e storia. Si trova a Borgo a Mozzano, tra Lucca e la Garfagnana. L’altezza e il profilo quasi inumano alimentano la sua fama, che lo vuole costruito dal diavolo in persona.
La sua costruzione avviene nell’anno 1000, su iniziativa di Matilde di Canossa, illuminata feudataria e protagonista del Medioevo italiano. Nel 1500 prende il nome di Ponte della Maddalena, nome ufficiale ancora oggi.
Lo scopo della sua costruzione è di consentire ai pellegrini diretti a Roma di raggiungere Lucca e la Via Francigena, attraversando il fiume Serchio. Lungo oltre 90 metri, e alto 18, presenta una grande arcata a tutto sesto, affiancata a tre archi minori. La sua forma a cuspide lo rende un gioiello d’ingegneria, conservato fino ad oggi. Fino al secondo dopoguerra, quando la costruzione di una diga ha innalzato il livello dell’acqua, l’altezza del ponte rispetto al fiume Serchio era ancor più sorprendente.
Leggenda vuole che il capomastro, incaricato della realizzazione dell’opera, si rese conto che non sarebbe stato in grado di completarla nei tempi assegnati. Ma il diavolo tentatore gli apparve, proponendo di finire il ponte quella notte stessa, in cambio della prima anima che l’avrebbe attraversato.
Il capomastro accettò, ma poi escogitò insieme al prete del paese un piano per evitare il sacrificio promesso. Quella notte stessa il ponte fu completato dal diavolo. Il primo ad attraversare il ponte non fu però un abitante, bensì un maiale. Il diavolo, deluso e ingannato, si gettò nel Serchio, e le anime degli abitanti furono salve.
Oggi molti turisti, raggiunta la più alta cima del ponte, si affacciano, e pare sempre di scorgere tra le fredde acque l’ombra del diavolo sconfitto.